BUON COMPLEANNO AMATISSIME CAPANNELLE !
Cento di questi giorni felici al nostro adorato ippodromo delle Capannelle. Eh già 100 anni…. Piano , un secolo si ma dalla ristrutturazione. Perché Capannelle può vantare tranquillamente un altro mezzo secolo abbondante di vita ufficiale, giusto dalla metà degli anni 70 dell’ottocento, non dimentichiamo che il Derby data 1884.
Dalla metà di quegli anni 70 possiamo andare indietro di quasi una quarantina di anni , diciamo per datare seconda metà degli anni trenta i primi tentativi di corse , più o meno bene organizzate, cosi possiamo anche dire che il nostro ippodromo può cominciare ad inquadrare il doppio secolo di esistenza. Buttiamo lì una data , del tutto convenzionale, ad esempio 1836, giusto per essere ad un decennio da questo centenario, in modo da prepararci ad un’altra festa, il doppio centenario.
Intanto godiamoci questa, carpe diem ! Quando ? Come quando, santo cielo domenica prossima 20 settembre e guai a mancare . Ogni autentico appassionato deve mettere in agenda la sua presenza e per essere tale è sufficiente essersi innamorato di Capannelle e delle sue corse anche nell’ultimo autunno, quello del 2025. Non pretendo 70 anni sul sacro suolo, niente reducismo ma vero , autentico amore , una scintilla che può scoccare anche il giorno prima. Sarà una giornata che, intelligentemente, miscela la qualità, il nostro unico imperativo per tornare grandi, con la gioia della celebrazione che vivremo nel momento in cui si disputerà il Premio Centenario di Capannelle, condizionata di classe 2 per tre anni e oltre sui 2200 metri.
Sarà quello l’istante, il momento in cui tutti, autorità, istituzioni e ippici doc ci commuoveremo. Eh si, per i cento anni dal capolavoro di Vietti Violi ed insieme , ancora una volta, per dire a noi stessi….” Caspita, ce la abbiamo fatta, Capannelle è ancora vivo e in tutto il suo splendore”. Non era per niente sicuro che sarebbe finita cosi. Chapeau a tutti coloro che lo hanno consentito, io ne ho anche dubitato ad un certo punto. Senza Capannelle non ci sarebbe ippica italiana. Roma è sempre stata uno dei motori del Galoppo e del Trotto italiano.
Curiosità : al premio Centenario si sono iscritti 368 cavalli, un gesto di amore. Come quello che potremo vivere , a parte il discorso tecnico che promuovono e la cui riuscita scopriremo al momento della dichiarazione dei partenti ( venerdì), avendo contezza dei nomi della maggior parte dei premi che daranno vita al pomeriggio. Già, ognuno ci procurerà un fremito, un tuffo al cuore. Il mio sarà di commozione massima quando celebreremo Nearco, il nostro Nearco, orgoglio assoluto del genio del nostro Turf.
E’ lui il vero capolavoro di Federico Tesio e quindi del nostro galoppo che con Nearco ha conquistato il mondo, ha impresso sulla evoluzione del purosangue un marchio indelebile. Per favore, non dimentichiamo mai che al giorno d’oggi circa l’80% dei vincitori di pattern discende dal figlio di Pharos e Nogara, la cui madre Catnip, il Mago acquistò negli anni dieci e presentò al rivale Havresac ( cosi anche De Montel entra nella Storia a pieno titolo) proprio per avere la madre di Nearco. Non solo , il Senatore inviò al figlio di Rabelais per avere il sangue di St Simon anche Chuette e nacque Cavaliere d’Arpino. Esatto , il più forte di tutti ( lo ha detto Tesio) che ci ha dato Bellini, padre di Tenerani , padre di Ribot.
Tutto torna nel Turf assoluto. Compreso il nick che in Nearco fu Pharos / Havresac e che in Ribot, rovesciato, fu invece Havresac / Pharos ( padre di El Greco , padre di Romanella). Un plauso assoluto a Marco Oppo che ha voluto , nello stesso festoso pomeriggio , accanto al Nearco (HP intergenerazionale sul miglio) il premio Frankel ( eccellente condizionata per tre anni sul miglio, magari in vista più in là di Ribot e Di Capua). Chapeau perché unire intellettualmente i due fuoriclasse è stato gesto tecnicamente e sentimentalmente perfetto, dal momento che oggi Frankel è tra i continuatori eccelsi proprio di Nearco.
Altro momento struggente? Il premio Archidamia , l’ultima immensa femmina capace di vincere il Derby Italiano. Piano : Gran Criterium, Elena, Parioli , Derby , Oaks , Italia e Milano. Standing ovation per la figlia di Manna e Archippe e quindi per la Razza del Soldo dei fratelli Crespi ( ah , gli anni trenta, la età di Platino del nostro turf), per Federico Regoli, non solo immensa cravache ma anche gigantesco trainer cosi come inarrivabile fantino fu Paolino Caprioli.
L’Archidamia, un tempo listed ora condizionata , può portare ( Quiza Quiza Quiza) le femmine di tre anni e oltre al Lidia Tesio di novembre, sempre sui 2000 metri. Il Centenario, Nearco, Frankel, Archidamia, parterre de Roi cui si aggiungono Goldikova , miler divina ( solo per capire : quattro volte nel Rothschild, tre volte nel Breeders Mile) il cui premio è condizionata per femmine di tre anni sul miglio per inquadrare magari il Cumani.
Altro campione che celebreremo sarà Vitiges ( 1200 per i due anni maiden) capace di Papin, Morny e Champion st ma anche runner up di Ghinee e Marois. Non soltanto cavalli a far fremere i nostri cuori ma anche due personaggi che sono nel Pantheon del nostro Turf. Il Conte Felice Scheibler è stato il primo vero avversario di Federico, da quando dichiarò i colori fatidici, 1898 , fino alla fine degli anni dieci , quando lasciò l’Italia per l’Africa del sud dove possedeva miniere di diamanti e oro e dove poi morì.
Scheibler è quel signore, una sorta di Commendatore mozartiano , che , marmoreo, ci squadra tutti ogni volta che entriamo a Capannelle. La statua, anzi il busto, è il suo. Ha vinto tutte le classiche e non solo ed anche più volte. E’ sacrosanto che accanto ai primi due laureati di Elena e Parioli ci sia il suo nome, Sir Rholand. Ancora più straordinario il fatto che Madree, la sua laureata di Elena, consente connection meravigliosa proprio con Tesio perché è la madre di Fausta, derbywinner tesiana e poi madre di Meissonier , Michelangelo e Melozzo da Forlì che, sempre per il Mago, fecero lo stesso.
Una regia divina in questa connection. Lo Scheibler mette a confronto, super condizionata, i tre anni sui 2400 metri, un lancio eventuale verso il Jockey Club milanese. Purtroppo , con tutte le altre corse pienissime di iscritti, quest’anno lo Scheibler ne conta molto pochi, peccato. Infine Il Maestro meraviglioso, Ubaldo Pandolfi, dal Milano di Sanzio a quello di Shulich, con in mezzo tutto ciò che significa grandezza assoluta. Ubaldo è nella Storia del Turf italiano, è stato uno dei più eccezionali allenatori che il galoppo italiano possa vantare. Nel suo nome le femmine di due anni in listed sui 1200 per un black type preziosissimo.
Che giornata … come si fa a non arrivare per tempo a Capannelle…. Cento anni ma ai nostri occhi ha sempre, il fascino , la prestanza e la bellezza della eterna giovinezza, la sua e quella riesce a trasmette anche a tutti noi. Che siano i primi di tanti cento anni… ah se potesse parlare… quante Storie ci racconterebbe…




























